Lunghi, brevi o rolling

In questi giorni Mark Shuttleworth, il fondatore della maggiore distribuzione Linux, ha pubblicato sul suo blog un post riguardante la scelta tra cicli di rilascio del software. Al di là del merito della questione mi rimane molto entusiasmo per il metodo: un bellissimo e molto significativo esempio di quello che amo del software libero. Forse sarò ingenuo ed illuso ma sento nel tono e nei contenuti del post un sincero, onesto, fiducioso e ambizioso tentativo di fare crescere una comunità di individui e organizzazioni. Ci sono delle vere considerazioni 'a voce alta' e domande aperte tese a raccogliere altri pareri per farne davvero tesoro e, considerando chi le pone, prendere delle decisioni di conseguenza. Fantastico. Nel merito mi vengono di getto solo poche considerazioni che partono, mi rendo conto, solo dall'esperienza da utente, e ancano totalmente di quella da sviluppatore/mantainer: - Oltre ai cicli brevi (6 mesi...) e lunghi... esiste anche la rolling release. Forse, tra l'altro, è propio una peculiarità del mondo open del tutto estranea ai modelli propietari! - Specialmente uno dei commenti mi ha ricordato che quando ero responsabile IT di un'azienda di soli 10 postazioni/utenti quello che cercavo non era, come con il mio attuale desktop di casa, il 'bleading edge' ma stabilità e supporto. Figurati in aziende con più utenti! Un'altro problema non irrilevante è la questione del supporto di aziende che sviluppano software o produttrici di HW e quindi il driver per farlo funzionare che non possono stare dietro alle ultime librerie. - Insisterei sul Rolling release con l'adozione di 'Tag' o forse meglio degli 'Snapshot' dei repository, a cadenze 'tendenzialmente' regolari di 2 anni con LTS a 4 anni. Chi vuole 'stabilità' rimane fermo. Chi vuole le ultime versioni aggiorna. - Per LTS sceglierei, quando possibile, l'ultima release prima di una major upgrade (es. KDE 3.9). Solo una situazione a lungo debuggata e consolidata offre quella garanzia di distabilità di cui sopra. - A volte mi sembra che per risolvere un dolore al ginocchio ci amputiamo la gamba! Un sistema di snapshot (immagini disco) collegato al gestore di pacchetti progettato per essere facile e bello stile TimeMachine? Ci consentirebbe di avere allo stesso tempo un sistema aggiornato e 'stabile' (o sicuro!) senza perdite di tempo e/o lauree in informatica applicata. Mi piacerebbe una distribuzione flessibile e modulare a tal punto da essere preziosa per tutte le esigenza ma credo che probabilmente andremo verso una 'specializzazione' di distro per scopi e esigenze diverse. Rimane il forte entusiasmo per un esempio concreto di come la comunità del software libero collabori attivamente per coordinarsi e crescere insieme.

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