Ho capito che il gettonattissimo Facebook, con il suo proliferare di gruppi può farti cadere in adesioni emotivamente frettolose, iscrizioni prese sull'onda dell'emotività del momento o più semplicemente per non ferire gli amici che ti inviano le richieste di partecipazione. A me è capitato con Critical Mass. Prima ho aderito al gruppo e l'ho promosso su FB e solo successivamente mi sono informata più approfonditamente. Grave errore, che mi guarderò bene dal ripetere. All'inizio mi è bastato sapere che si trattava di persone che andavano in bici, occupando parte del manto stradale per rivendicare con una certa “importanza” il diritto del ciclista ad essere parte integrante del traffico cittadino e non solo un'appendice insignificante. Con energia, visto che io ciclista urbana lo sono tutti i giorni, mi sono recata con la famiglia nel luogo di un evento fissato dal gruppo, superando non poche difficoltà. L'otite del primogenito scoppiata la mattina stessa, il mio mal di schiena, lo sciopero degli autobus, la seconda bici che latitava, ecc.... All'ultimo momento abbiamo deciso di essere presenti ad ogni costo e così è stato. Arrivati al ritrovo con due bici noleggiate e carichi di un figlio ciascuno, io e mio marito abbiamo subito notato l'esiguo numero. Poco più di una venticinquina di persone..... ma in fondo era il nostro primo incontro e quindi non potevamo fare raffronti con le volte precedenti. Le persone sembravano simpatiche e tutte abbastanza giovanili. Di bimbi solamente i nostri e altri due di una coppia di cari amici. Peccato, poteva essere grazioso dare libero sfogo ai bimbetti facendogli urlare a squarcigola per le strade. Due giri nella Piazza di Santissima Annunziata e poi la partenza. Apprendo per strada che non c'è un percorso prestabilito ma si costruisce via via, a seconda dell'ispirazione. Come non c'è un capo che coordina il gruppo in maniera tradizionale, ma tutti si alternano un po' come capofila, apripista. Stavolta poi non ci sono nemmeno bandiere, o striscioni o loghi a darci una connotazione agli occhi esterni. Sembriamo più un gruppo, nemmeno troppo numeroso, di ciclisti un po' anonimi, una comitiva che a volte riesce a procedere abbastanza compatta, altre tende a sfaldarsi un po' a causa dell'andatura forse troppo lumacosa. Mentre continuiamo a circunavigare il territorio del centro la città è allo stremo, al collasso come non mai. File chilometriche, semafori intermittenti, cantieri a cielo aperto. Praticamente una statica mattonella di macchine incastonate e congestionate da se stesse, come un cane che si morde la coda. Forse a causa della festa del primo maggio il giorno dopo, o lo sciopero degli autobus, ma le strade fanno impressione persino percorse in bici e senza nessuna furia. Gli unici che riescono a muoversi un po', sono i motorini e gli scooter più o meno faraonici. Qualche taxi che ci passa accanto sbuffando fumo e facendoci pericolosi peli e rare macchine evidentemente con permessi per le zone proibite della città. Quando le strade si strettiscono o in assenza di pista ciclabile, invadiamo quasi pienamente il manto stradale ed e lì che partono scrosci di clacson che unite al casino di fondo creano un'ambiente maggiormente fumettistico. In risposta strombazziamo anche noi, ma con i campanelli. Se immaginavo che il percorso prevedeva tutta questa strettissima vicinanza ai tubi di scappamento delle auto, almeno potevo considerare di venire senza i bimbi. In più qualche testa calda si diverte a stuzzicare gli altri protagonisti della strada, esasperandoli ulteriormente. Si piazzano davanti alle macchine, ai motorini, agli scooter cercando di fargli saltare i nervi. E infatti capitano due o tre occasioni in cui la rissa per fortuna viene sedata. E si riparte. Fino ad arrivare al punto di partenza. Avendo partecipato ad altre manifestazioni con bici su strada, Critical Mass per come è strutturato adesso non è il più indicato per le famiglie, per chi a figli piccoli da salvaguardare la loro incolumità, oltre ovviamente alla propria. Tra smog, percorsi pensati in mezzo a strade ad altissima percorrenza di mezzi anche veloci e perciò pericolosi, e le possibili risse, credo che cederò il passo ad altri lottatori a quanto pare desiderosi di sensazioni forti, o di qualche sberla gratuita. Preferisco altre associazioni, tipologie di gruppi con percorsi che prevedono passegiate attraverso giardini, parchi, strade più sicure e magari con il pic nic finale da gustare assieme. Con buona pace di tutti i ciclisti, quelli “critici” e quelli “familybike”.
Cara Letizia, mi sembra che
Grazie tanto Gianni della tua
Ciao Letizia, ti rispondo
Io avevo letto qualcosa su
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