CHIESA respingente. Ikea e McDonald's “familiari”

Se dovessi sintetizzare farei un'equazione di questo tipo: CHIESA= CHIUSURA/ESCLUSIONE IKEA/MCDONALD'S = APERTURA/ACCOGLIENZA Ma partiamo dall'inizio.

Una manciata di minuti dopo le dieci e mezza di una normale domenica mattina: a fatica riusciamo a vestire i bimbi che continuano a rincorrersi per la cucina a caccia di spigoli e marachelle. Se il tempo è passabile cerchiamo di indirizzarli fuori, all'aria aperta, magari in sella alle loro bici. Se invece è brutto ci inventiamo passatempi casalinghi come il memory, giochi vari al computer, o la visione di alcuni cartoni rigorosamente selezionati. Ma torniamo adesso alla parte che più ci interessa. Cosa fare? “Gesù” o i soliti giardinetti? Se di norma realizziamo la seconda, qualche volta abbiamo anche provato a partecipare alla Santa Messa. E la parola “provare” non è scelta a caso, perchè niente di più ci è riuscito, se non appunto sbirciare per poco più di venti minuti il procedere della funzione, per poi scappare a gambe levate e con la coda tra le gambe. I bimbi sono due maschietti e in età che l'attenzione e sopratutto la compostezza silenziosa è cosa rara se non addirittura impossibile da ottenere. Perciò ecco svelata banalmente la difficoltà: non stanno seduti sulla panca e le persone adiacenti, all'inizio tolleranti o addirittura simpatizzanti, dopo poco si stufano delle incursioni energetiche dei bimbi e smettono di sorridere. Segue lo stadio dell'irrigidimento e del far finta di niente, per terminare poi nella stizza e occhiataccia ai genitori che non riescono ad imbrigliare i figli come cani. (Non credevo che per entrare in chiesa ci fosse bisogno di musaruole!!!). Come accordare allora la sacrosanta vitalità dei più piccoli, allo svolgersi lento e univoco della celebrazione che non si preoccupa di coinvolgerli in alcun modo? Lo spazio della chiesa, agli occhi di un bimbo può rappresentare un luogo nuovo ed inconsueto, bisognoso perciò di esplorazioni e testaggi sul campo. Lunghi corridoi dove correre, confessionali dove infrattarsi, acquesantiere alle porte dove inzupparci le mani, panche da cui saltare, candele che si accendono dopo l'introduzione di una moneta. Tutto è più interessante che starsene seduti e composti a subire un'ora di parole dal significato quasi nullo per le loro orecchie. Meno male che ogni tanto scroscia dalle chitarre la musica dei giovani e i canti fatti dal coro. Per il resto noia e smania mortale, difficilissima da controllare e perciò sicuro preambolo alla fuga. L'atto di presenza c'è stato mi dico, lo sforzo pure, anche se solo per mezz'ora. Torniamo sui nostri passi, ai consueti giardinetti e allo scoccare del pranzo: tutti al McDonald's! Per i bimbi è una festa, cibo appetitoso e gioco incluso nel menù. Per i genitori la sopportazione di una fila che cresce in maniera esponenziale, ma in compenso niente fornelli e con poca spesa il pranzo è servito. Finito il pasto i bambini corrono a togliersi le scarpe e si gettano dentro alle gabbie colorate, costruzioni dove si fa amicizia e ci si scarica. Per gli adulti gocce di tranquillità post-pranzo, che finalmente trovano il tempo e la voglia di guardarsi negli occhi e magari parlarsi un pò. Nei bagni sufficentemente puliti, vista l'affluenza continua, si trova quasi sempre la cartaigenica al proprio posto e non strascicata sul pavimento insieme al sapone colorato. Anche all'Ikea c'è il “menù bambini” e nella toilette addirittura il fasciatoio a muro. Sempre nel regno dell'efficenza svedese ci sono video che proiettano a rotazione film d'animazione e uno spazio di intrattenimento al pianterreno, gestito da personale qualificato qualora i genitori scegliessero la formula di fare acquisti senza essere scortati dai figli. E la Chiesa come si pone di fronte a tutto ciò? Con l'intenzione di ri-fare le celebrazioni in latino in nome di un'autenticità severa. Accogliere o escludere. Ambienti sacri contro ambienti concepiti per la vendita, ma stranamente più conformi ad adottare e contenere il pacco ingombrante della famiglia. Con rammarico e dispiacere mi trovo a tirare le somme. Non è la Chiesa che dovrebbe rappresentare massima apertura verso il prossimo, essere veicolo d'amore e di buone cose, foriera di innovazioni e partorire fondamenti per una società migliore? Triste paradosso e amara constatazione è quella di sentirsi ben accolti dai giganti commerciali american/svedesi e respinti dalla Chiesa cattolica italiana.

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